BIZANTINO
Nei rioni e nei paesi l’anagrafe conta poco. Contano i soprannomi. Per noialtri era Bizantino. Dio sa come faceva di cognome. Il soprannome glielo diede il fratello di uno a cui il calcio avrebbe potuto dare di più, per alludere – così confessò anni dopo il fratello – all’aspetto ‘barbaro’ del soggetto. In effetti Bizantino ha sempre lavorato. Difficilmente lo vedevi privo di tuta da metalmeccanico e scarponi o di divisa da spazzino.
Non è che frequentasse molto gli altri ragazzi qua intorno. Bizantino andava a lavorare: a casa sua non se la passavano per niente bene. In più Bizantino era piuttosto brutto, il che non aiutava in nessun caso. L’ho rivisto, Bizantino, un anno fa. La ragazza lo aveva lasciato e lui soffriva. Si distraeva uscendo alle tre del pomeriggio, in piena estate, forse sperando in un’ insolazione che gli facesse dimenticare tutto. Lei non lo voleva più. Forse soprattutto i suoi non lo volevano più. Bizantno non è mai stato quel che si dice un buon partito. L’ultima volta che l’ho visto è stato dal barbiere qualche mese fa. Sembrava più tranquillo. Disse che lavorava da un fruttivendolo e che si trovava bene: “mi paga…”. Quando l’ho visto l’ho salutato: “Ciao Rocco, come stai?” e gli ho stretto la mano. E Bizantino, stranito, mi ha sorriso. Perchè a Bizantino, la mano, non gliela stringe nessuno.
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- Published:
- Dicembre 7, 2008 / 3:19 pm
- Category:
- Curva Tex
- Tags:
- mauro savino
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