ERNI
Se l’inverno conserva le feste di Natale risvegliano l’ ingegno. Ai tempi almeno, lo risvegliavano. I prefabbricati erano di varo tipo, quelli a rombo si chiamavano Api, ma dentro non ci si faceva il miele. Ci si giocava. A carte. Parecchio ci si giocava. Specie durante le feste di Natale. Erano tempi in cui la pornografia viveva di materassi e murazzi col buco. Allo stesso modo, quando si giocava si giocava alla buona. Il poker non piaceva ai biscazzari del caso. Ecco, si giocava a giochi di borgata, come la fatidica “stoppa” – gioco con le carte napoletane dove si vince a culo o coi magheggi – colle carte vecchie e i soldi. Pochi, i soldi, ma sufficienti ad aguzzare la più abile delle prestigiazioni.In uno degli Api viveva Erni. Con la madre. Erni giocava a “stoppa”. Anche la madre giocava a “stoppa”. Erni e la madre in coppia erano imbattibili. Per anni si sospettò che la madre avesse preso lezioni da Toni Binarelli – assi, controassi e stoppone che apparivano come d’incanto da chissà dove. Per anni si continuò ad andare da Erni solo per cogliere in flagrante la diabolica coppia. Erni veniva da lontano ed aveva uno zio, diceva, intimo di Bob Marley. Anche per questo ci si andava. Erni era anche dotato di discreto coraggio e aveva condotto da solo imprese mirabolanti al tempo delle cd. guerre rionali. Cos’era vero? Cos’era falso? Allora si riusciva a distinguere. Quando non lo si faceva era solo perchè non lo si voleva fare. Spesso c’era aria di letargo nel rione. Ogni tanto un Erni inventava la partita a carte di cui si sarebbe parlato ridendo molto il giorno dopo. Il gioco, in fondo, era tutto qui.
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- Published:
- Gennaio 18, 2009 / 8:30 pm
- Category:
- Curva Tex
- Tags:
- Curva Tex, Erni, mauro savino
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