NIK “MANOFREDDA”

Quando c’avevo i capelli e pensavo che una mattina mi sarei svegliato Roberto Baggio, andavo da Nicola. Il barbiere del rione. Faceva i capelli a noialtri prendendo a modello i giocatori del Milan di allora. “Taglio Desailly”, “Taglio Ba”…A volte eliminava brufoli superflui dall’area di lavoro: da qui “manofredda”. Era anche specializzato in basette, milaniste e non. Era ancora l’epoca del “ragazzo” (oggi non si può più) che regolarmente veniva sfottuto dai Bomber in vena. Nik non era mai triste. I barbieri non sono mai tristi. Una volta mi disse che i primi tempi, quando non ci andava nessuno, passava i pomeriggi sugli scalini del piccolo salone a guardare le ginestre sulle colline “che facevano l’onda” col venticello. Come tutti quelli della vecchia scuola, Nik ha tenuto sempre gli stessi mobili e le stesse poltrone e le stesse foto di modelli degli anni ‘80 coi capelli come George Michael. Sbiadite dal tempo, dal sole e da chissacché. Non è che Nik non si accorgesse del tempo che passava o delle mode che passavano. Il fatto è che era affezionato a quelle foto.Da Nik ci vado ancora. Chiacchieriamo. Mi passa la macchinetta e mi fa vedere i nuovi shampoo che gli hanno portato. Non corro più in palestra coi capelli lunghi dietro come Baggio. Ma quando torno da Nik, è tutto rimasto uguale. Stessi mobili, stesse poltrone, stesse foto. Per questo anche ci vado. E poi perchè Nik non è mai triste. I barbieri non sono mai tristi.


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