In difesa di Fabrizio Corona
E’ troppo facile dire che Fabrizio Corona è un coglione. E’ troppo facile dire che il successo oggi passa per certe trasmissioni televisive (che restano delle porcherie ma non è questo il punto) o è quello, appunto, di personaggi à la Corona, che non si presentano (né lo vogliono) come esponenti di una qualche cultura ‘alta’. Ora, questo tipo di critica guarda al futuro (“non si può andare avanti così…”) o, nella versione più melensa, al passato (“…non è più come una volta”). E si possono dire, comunque, cose vere nell’uno e nell’altro caso. Ma la domanda è: “perché non ci si ferma al presente?” – quando dico “presente” intendo dire il fatto crudo, le cose come sono adesso, non come presa d’atto di una certa situazione in vista del suo cambiamento e intendo riferirmi ad un preciso contesto, non a ‘tutto’ il presente. E il presente, opinabile o meno, sorride a Fabrizio Corona. La sua vita è una vita di successo. Che poi non legga come Eco o non citi Aristotele, ma chi se ne frega? Un giovane uomo, che per quello che si è creato intorno, tanto coglione non è, suscita attenzione. E perché? Che cosa si è creato intorno? Quello che tutti vedono. Questo c’ha un sacco di soldi, va in vacanza dove gli pare e quando gli pare e si porta a letto le donne più belle del mondo. “Si, ma non sono queste le cose che contano”, dirà qualcuno. E sia. Ma un giovane uomo che non ha una lira, che non va in vacanza da anni e che non si porta a letto le donne più belle del mondo, dovrebbe forse dire: “Sono queste le cose che contano”? Chi è lo sfigato qui? Chi è che vive al meglio l’epoca in cui vive? Chi vince? Chi è che si gode la vita? Ecco chi: mettiamo che quel giovane uomo citato da ultimo sia…io. E mettiamo che all’improvviso, dinanzi a me, si materializzi la figura di Fabrizio Corona. Mettiamo che Fabrizio Corona mi dica: “Tu mi giudichi un coglione. Ti ritieni migliore di me perché hai studiato. Come vuoi. Ma io stasera scoperò fino allo sfinimento con una donna che tu non avrai mai e dopo leggerò Tex. Tu ti arrangerai da solo, ammesso che ne abbia pure la voglia, in una stanza da studente universitario. Io una cultura me la potrò fare quando mi pare, tu te la sei fatta e non ti serve a niente. Ti sembra poco quello che ho io? Allora, dimmi un pò: e tu che cos’hai?”
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- Pubblicato:
- Novembre 12, 2009 / 9:04 am
- Categoria:
- tanto per dire
- Tag:
- mauro savino, fabrizio corona, successo, donne, soldi, televisione
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